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日志


Sulla scuola

Portavamo il

grembiule, fino

al liceo, sbottonato

sulle minigonne.

La

maestra era unica e sceglieva

di fare dettati o

problemi a seconda delle

sue competenze. Non

siamo venuti su deficienti o comunque non per

questo. C’era poca tv, niente internet e cellulari.

Dei compagni di classe si conosceva l’abitazione

e ciò bastava a farsene un’idea classista;

niente stranieri, già pre-classificati, niente cuscus

e Ramadan. Alcune lauree conducevano alla

disoccupazione, ma non come oggi alla prostituzione.

Studiare era ancora un privilegio, ma

ad alcune professioni di prestigio accedevano i

figli dei contadini. I politici argomentavano con

un linguaggio diverso da quello da bar. Le famiglie

e i ragazzi non sono

più quelli di quando io

andavo alle elementari e

la complessità sociale e

multietnica pone domande

a cui la scuola

non può far fronte: altro

che tagli, ci sarebbe da

investire! La sfida comune

è intravedere la

complessità come qualità

aggiunta della vita.

Insegnare, ma anche governare,

significa mostrare la via, far luce.

Opaco mi appare invece il linguaggio

del piano programmatico del

ministro Gelmini, che nell’illusione

di proficue economie si propone

di ridimensionare, eliminare

sprechi e soprattutto essenzializzare, termine

che soprassiede su una realtà complessa. Non ci

sono richiami costruttivi al ruolo dei docenti e

della scuola. Non c’è traccia di una visione che

ribadisca quanto la trasmissione del sapere sia

un atto che coniuga passione, competenza e

utopia. Mi auguro che dopo i tagli… e le ferite

si torni a parlare di visioni, che qualcuno insomma

lassù nei ministeri o giù nelle piazze ci

dica I have a dream!

Loredana Chiappini

Insegnante

METRO ROMA • MERCOLEDÌ 29 OTTOBRE 2008

ps. mi manca anche l'abrigo... e la maestra Teresa e la maestra Silvana XP

qui adoro José Luis. evviva gráfica.

e soprattutto colui che amo. ma in fondo che c'entra con la scuola?? bah... forse...

-^_^-

...la palabra "gorron" tiene sus orígenes en Salamanca?

GORRONEAR: 1. Referido a algo ajeno, usarlo o consumirlo para no gastar dinero propio. 2. comer o vivir a costa ajena.
 
El gorrón, también llamado chupa sangre, aprovechado, chupón, caradura... es la persona que gorronea, una especie de parásito que anda suelto por toda clase de acontecimiento (ferías, fiestas. banquetes, etc.) para estar al acecho de todo aquello que se pueda arrebañar.
 
Los estudiantes salmantinos de los siglos XVI al XVIII, que vestían uniforma de capa negra y gorra, carecían de recursos y al estar lejos de sus familias, se colaban en banquetes y fiestas ajenas para comer gratis. De aquí vino la expresión "comer de gorra". Se les reconocía fácilmente por su indumentaria, por lo que ellos solían saludar graciosamente con sus gorras.
 
Este no quiere decir que hoy en día todos lo s estudiantes salmantinos seamos unos gorrones, pero cuidado con las personas que se os acercan...
 
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SCROCCARE: 1. riferito alle cose altrui, usarlo e consumarlo per non spendere soldi propri. 2. mangiare e vivere alle spalle altrui.
 
Lo scroccone, anche chiamato succhiasangue, approfittatore, scroccone, faccia tosta... é la persona che scrocca, una specie di parassito che si trova a suo agio in ogni tipo di eventi (sagre, feste, banchetti, ecc) e sta in agguato ogni qualvolta c'é qualcosa che si possa portar via.
Gli studenti salmantini dal secolo XVI al XVIII, che vestivano con un uniforme composta da mantello nero e scoppola, mancando di risorse e essendo lontani dalla propria famiglia, si autoinvitavano a banchetti e feste per mangiare gratis. Da qui venne l'espressione "mangiare a scrocco". Si riconoscevano facilmente per l'uniforme, e perché erano soliti salutare simpaticamente con la scoppola.
 
Questo non sta a dire che oggi tutti gli studenti salmantini sono dei scrocconi, peró attenzione alle persone che vi si avvicinano...
 
 
quando il mondo é paese...
dalla scoperta del minkia internazionale al mangiare a scrocco
perché Roma é Roma!!!!
 
estratto da "WE" número 3 octubre/noviembre 2008 revista salmantina
XP

¿la situazione sta precipitando?

mmm... Sarcastico
 
"Non permetteremo che vengano occupate scuole e università". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "E' una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine".

"L'ordine deve essere garantito. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule".
sono qui a Salamanca... cerco di informarmi su cosa succede in Italia.
Io mi domando e dico: vengo in Spagna e il nuovo Francisco Franco si fa vedere in Italia?? Da quando Berlusconi e' diventato un generale da cui partono ordini da impartire alle forze dell'ordine???  Sarcastico
 
« Preferirei andare dal dentista per sette ore di seguito, piuttosto che trovarmi a discutere un'altra volta con Franco. »
Sarcastico